
Come noviziato del Rovato 1 abbiamo vissuto un’esperienza intensa e significativa presso la Casa della Carità di Lecco, una realtà che ogni giorno si prende cura delle persone e dei loro bisogni, a Lecco e nei suoi dintorni. Durante la nostra uscita abbiamo potuto conoscere da vicino i servizi offerti dalla struttura: l’accoglienza notturna, la distribuzione di pasti ogni giorno, il centro di ascolto, il servizio guardaroba. Non si tratta solo di offrire un aiuto materiale, ma di costruire relazioni e far sentire ogni persona accolta e rispettata. Non sono solo ospiti di una struttura che offre aiuto, ma sono a casa loro, dove possono sentirsi loro stessi. Noi abbiamo potuto vivere assieme a loro la cena di sabato e il pranzo della domenica dove abbiamo capito, quanto alle volte, non c’è concretamente qualcosa da fare per aiutare chi ci sta accanto, ma semplicemente bisogna porsi in ascolto, regalare sorrisi e provare a mettere da parte sé stessi e i propri pregiudizi.
Il sabato sera abbiamo vissuto uno dei momenti più significativi dell’uscita: la cena insieme agli ospiti della Casa della Carità di Lecco. Siamo stati divisi a coppie nei vari tavoli, così da poter parlare con più persone e creare un clima di dialogo. Alcuni hanno condiviso delle loro storie, altri meno, anche a causa della difficoltà con la lingua, ma tutti si sono mostrati gentili e disponibili. È stato bello accorgerci che, anche quando le parole non bastano, uno sguardo o un sorriso possono dire molto.

Dopo la cena abbiamo trascorso del tempo insieme in modo semplice, giocando a biliardino e ping pong con alcuni ragazzi presenti nella struttura. Non è stato solo un momento di svago, ma un’occasione per conoscerci meglio, senza ruoli e senza differenze, condividendo tempo e leggerezza.
La domenica mattina abbiamo fatto un giro per Lecco, ma non l’abbiamo osservata come turisti. L’abbiamo vista attraverso i racconti delle persone incontrate: un supermercato che per qualcuno rappresenta un punto di riferimento, un kebab che ricorda il pranzo nel proprio Paese d’origine, il lago come luogo di pace e tranquillità. Abbiamo capito che ogni luogo può avere un significato profondo, soprattutto per chi sta cercando di ricostruire la propria vita. Durante la mattinata abbiamo svolto alcune attività di riflessione legate al tema dei pregiudizi, mettendoci in discussione e provando a guardare l’altro con occhi più aperti e consapevoli.
Il pranzo della domenica, aperto a chiunque volesse entrare, ci ha colpiti particolarmente. Abbiamo notato che molte persone, varcando il cancello della struttura, sembravano cambiare atteggiamento: nonostante le difficoltà vissute, si sedevano a tavola con rispetto e gratitudine. Anche chi faceva fatica con l’italiano trovava il modo per dire grazie. È stato un segno concreto di quanto l’accoglienza possa restituire dignità e far sentire una persona a casa.
Concludiamo ringraziando di cuore la Casa della Carità di Lecco dove abbiamo conosciuto storie e vissuto esperienze che non dimenticheremo. Grazie per l’accoglienza, la disponibilità, il tempo e l’attenzione che ci avete riservato. Ci avete mostrato come metterci al servizio con rispetto per l’altro e cuore aperto.
