E’ arrivato il momento di raggiungere il Piccolo Principe e il 27 dicembre quindi siamo partiti alla volta di Eno di Vobarno, un piccolo paese in mezzo alle montagne della Val Sabbia che ci ha regalato dei panorami mozzafiato,
Una volta arrivati alla nostra destinazione, ovvero la “Casa vacanze A.Liberini”, ci siamo sistemati nella camerata ed abbiamo aspettato la chiamata dell’aviatore che aveva in serbo per noi molti giochi ed attività per riuscire ad arrivare dal Piccolo Principe che ci stava aspettando.
Nel pomeriggio le Coccinelle si sono ingegnate per costruire un vero e proprio aereo come quello dell’aviatore per poter raggiungere il Piccolo Principe sul suo asteroide, l’asteroide B612.
La prima serata è stata animata da alcuni amici di passaggio, il Noviziato del Brescia 7 che ci ha permesso di vivere concretamente cosa significa accogliere i fratelli scout e fare parte di questa grande famiglia, indipendentemente dal colore del fazzolettone; durante questa serata ci siamo divertiti assistendo alle scenette preparate dalle diverse sestiglie che si sono impegnate al massimo per farci divertire e devo dire che la missione è riuscita benissimo.
La mattina seguente abbiamo purtroppo dovuto salutare i nostri amici, che proseguivano il loro cammino, ma il divertimento non se ne è andato con loro, è rimasto con noi a Eno.
Ed è così che tra serate divertenti, attività manuali, pasti parecchio abbondanti, momenti di catechesi e giochi, tra i quali, il preferito è stato quello che le Coccinelle hanno definito “gioco dell’appostamento”, è passato anche questo campo invernale ed il Piccolo Principe ha finalmente trovato tanti nuovi amici che porterà sempre nel cuore. Oltre al Piccolo Principe e all’aviatore, abbiamo incontrato naturalmente anche altri amici come la rosa e la volpe, che ci ha insegnato che l’essenziale è invisibile agli occhi e che quindi ci sono cose, come l’amicizia, che non si possono vedere né toccare, ma vanno sentite col cuore.
Durante questo campo, il nostro Cerchio ha anche accolto cinque nuove Coccinelle: Alice, Jacopo, Pietro, Edoardo e Davide, che hanno deciso di fare la promessa ed entrare a far parte definitivamente della famiglia degli scout.
Per concludere, penso che questo campo invernale, come ogni campo, abbia lasciato qualcosa ad ognuno di noi che porteremo sempre nel cuore.
Buon volo,
(Sibilla)
Alcune immagini del campo CLICCANDO QUI

Quest’anno la route invernale del clan del gruppo Rovato 1 si è svolta durante il ponte dell’immacolata (7-8-9 dicembre). È stata una route “lampo”, che è durata solo tre giorni e durante un periodo “insolito”, ma solo per venire incontro a tutti i membri della comunità.
La meta del giorno seguente è stata Conche di Nave. Dopo una camminata non troppo ardua abbiamo raggiunto un rifugio immerso nei monti e nell’autunno.
La route si è conclusa con la messa del giorno successivo, pranzo e canti di ogni genere (che andavano da “jingle bells rock” ad “il gatto e la volpe”).
E’ un freddo pomeriggio rovatese di fine dicembre e l’oratorio Don Bosco brulica di lupetti e coccinelle che sfrecciano correndo da destra a sinistra, trascinandosi dietro il vapore dei loro fiati come se fossero piccole locomotive impazzite, mentre i genitori attendono la chiamata dei capi per iniziare l’attesa giornata che li vedrà coinvolti in vivaci giochi.
Il famoso romanzo di Dickens introduceva così i giochi pomeridiani del gruppo scout Rovato 1, che terminavano con una deliziosa merenda e subito dopo con la S.Messa della 4a domenica di Avvento, accompagnati dalla fiamma di Betlemme che faceva così il suo ingresso ufficiale nella chiesa parrocchiale S. Maria Assunta.

