“Alcuni dicono che al destino non si comanda, che il destino non è una cosa nostra. Ma io so che non è così. Il nostro destino vive in noi, bisogna avere soltanto il coraggio di vederlo”.
C’era una volta, in un oratorio molto lontano, un reparto molto coraggioso che, armato di zaini, ha deciso di intraprendere il viaggio verso la reggia di re Fergus per conquistare la mano della bella Merida. L’avventura è cominciata il 27/12/2018 quando i cavalieri sono partiti alla volta di Pieve di Ledro, qui sono stati accolti da quattro lord: Dunbroch, MacGuffin, Macintosh e Dingwall. Dopo aver difeso con onore lo stendardo della famiglia, accompagnato da feroci motti, i prodi ragazzi hanno gareggiato per ottenere la mano della bella Merida con sfide sempre più ardue.
Infatti hanno dovuto affrontare la prova con la strega che ha donato alla principessa un modo per “poter cambiare il suo destino”, per poi affrontare il terribile Mor’Du e capire infine che “riparare lo strappo dall’orgoglio causato” sarebbe stata la soluzione che avrebbe restituito la forma alla madre di Merida. I prodi ragazzi hanno avuto anche l’opportunità di ammirare delle bellissime trincee a Bezzecca, imbiancate di neve ed occasione per svolgere un’attività sulla Legge Scout. L’avventura è giunta al termine quando i ragazzi si sono ricongiunti alle famiglie e si sono salutati con un grande banchetto.
Durante il campo abbiamo potuto assistere con gioia alle promesse di moltissimi ragazzi del primo anno: Emma, Elena, Andrea, Andrea, Nicola, Filippo, Flavio, Paolo, Antonio, Alessio e Cristian. Inoltre durante la veglia abbiamo potuto consultare un astrolabio e ciò è stato molto affascinante. È stata un’esperienza magnifica che porteremo sicuramente nei nostri ricordi: non sono mancati i sorrisi, le risate e lo spirito di gruppo. Faremo tesoro di tutte le bellissime esperienze che abbiamo condiviso insieme. Buona caccia a tutti!!!!!!!!!
Formica determinata
Alcune immagini del campo CLICCANDO QUI

E’ arrivato il momento di raggiungere il Piccolo Principe e il 27 dicembre quindi siamo partiti alla volta di Eno di Vobarno, un piccolo paese in mezzo alle montagne della Val Sabbia che ci ha regalato dei panorami mozzafiato,
Ed è così che tra serate divertenti, attività manuali, pasti parecchio abbondanti, momenti di catechesi e giochi, tra i quali, il preferito è stato quello che le Coccinelle hanno definito “gioco dell’appostamento”, è passato anche questo campo invernale ed il Piccolo Principe ha finalmente trovato tanti nuovi amici che porterà sempre nel cuore. Oltre al Piccolo Principe e all’aviatore, abbiamo incontrato naturalmente anche altri amici come la rosa e la volpe, che ci ha insegnato che 
Quest’anno la route invernale del clan del gruppo Rovato 1 si è svolta durante il ponte dell’immacolata (7-8-9 dicembre). È stata una route “lampo”, che è durata solo tre giorni e durante un periodo “insolito”, ma solo per venire incontro a tutti i membri della comunità.
La meta del giorno seguente è stata Conche di Nave. Dopo una camminata non troppo ardua abbiamo raggiunto un rifugio immerso nei monti e nell’autunno.
La route si è conclusa con la messa del giorno successivo, pranzo e canti di ogni genere (che andavano da “jingle bells rock” ad “il gatto e la volpe”).
E’ un freddo pomeriggio rovatese di fine dicembre e l’oratorio Don Bosco brulica di lupetti e coccinelle che sfrecciano correndo da destra a sinistra, trascinandosi dietro il vapore dei loro fiati come se fossero piccole locomotive impazzite, mentre i genitori attendono la chiamata dei capi per iniziare l’attesa giornata che li vedrà coinvolti in vivaci giochi.
Il famoso romanzo di Dickens introduceva così i giochi pomeridiani del gruppo scout Rovato 1, che terminavano con una deliziosa merenda e subito dopo con la S.Messa della 4a domenica di Avvento, accompagnati dalla fiamma di Betlemme che faceva così il suo ingresso ufficiale nella chiesa parrocchiale S. Maria Assunta.
