Sembra ieri. Davvero!
Sembra ieri che iniziava l’anno scout e ci ritroviamo già adesso a chiuderlo.
Il tempo è un dono talmente prezioso che quando lo sai usare bene ti rendi conto che passa in fretta e non basta mai, e che si poteva ancora fare tanto.
Eppure qualcosa accade anche se ci sembra poco…
Inevitabilmente accade.
Lo vedi dai volti dei ragazzi, più responsabili, più felici, più entusiasti.
Lo si vede dai loro occhi che hanno imparato a guardare più lontano, anche oltre i limiti degli stessi capi che a volte si siedono quell’attimo per riprendere fiato, e questo dà tanta soddisfazione.
Perché ti stupiscono, ti meravigliano, quando vedi gli esploratori e le guide che, nonostante il diluvio universale, per cena ti servono delle ottime salamine e delle squisite verdure grigliate alla brace.
Pensi a “come diamine hanno fatto con tutta quell’acqua che veniva giù?!”.
È tempo di chiudere, dicevo, ma prima pensiamo a oggi… e lo facciamo a modo nostro, come solo lupi e coccinelle sanno fare: giocando!
E.T. (l’extra terrestre) entra correndo dal portico d’ingresso dell’istituto delle Suore Canossiane di Iseo, e si butta dentro il grande cerchio del gruppo appena arrivato.
Sembra spaventato perché all’inizio si nasconde, ma poi incontra i ragazzi e cominciano a giocare insieme a Elliot & c., mentre il clan e il noviziato sono già in cucina a far merende e sughi per la sera.
Ma il clan si prepara anche per qualcos’altro, perché questo è un anno speciale fatto di crescita e di partenze, ma anche di sano spirito per ricominciare.
Così arriva anche il momento di Edo, Armadillo Cortese, che in mattinata saluterà i rover e le scolte per entrare in comunità capi.
Alessandro, Gloria, Edoardo, tre giovani ragazzi che hanno scelto ancora una volta fatiche e impegni per rendere più bello questo presente, per loro e per i loro fratelli, consolidando l’essenza di essere uomini e donne che non camminano per arrivare, ma per ripartire.
Federico invece è rimasto affascinato in questi mesi di esperienza vissuti con noi e, dopo cena e davanti a tutto il gruppo, ha chiesto di fare la sua promessa da scout per restare al servizio della nostra comunità.
Il suo sorriso era poi la firma di questo “strano” contratto che, siamo sicuri, produrrà buoni frutti.
E’ il mattino del 26 maggio 2019 e per ora non piove più.
Suoniamo e cantiamo due canzoni per Edo, chiudiamo le tende ancora umide, smontiamo i pali dei fuochi, puliamo gli ambienti, e lanciamo i nostri campi estivi.
Piacciono! e tutti i ragazzi adesso sono più felici e impazienti.
I genitori nel frattempo arrivano portando ogni ben di Dio, mentre ci prepariamo per la Santa Messa.
Durante la celebrazione un meritato applauso va a Bagheera (Davide) che riceve ufficialmente la sua nomina a Capo, a completamento del suo percorso formativo nell’associazione Agesci.
L’ultima predica infine, magistralmente interpretata come sempre da Don Gigi, è di pace e di speranza, proprio come il Vangelo di Giovanni che sembra chiudere questo momento nel modo migliore di sempre:
“Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. E non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.”
Ed anche con la nostra pace, e l’auspicio di rivederci ancora presto per una nuova avventura, vi auguriamo una Buona Estate!!
Emanuele
PS: Galleria immagini al seguente LINK

Quest’anno la route invernale del clan del gruppo Rovato 1 si è svolta durante il ponte dell’immacolata (7-8-9 dicembre). È stata una route “lampo”, che è durata solo tre giorni e durante un periodo “insolito”, ma solo per venire incontro a tutti i membri della comunità.
La meta del giorno seguente è stata Conche di Nave. Dopo una camminata non troppo ardua abbiamo raggiunto un rifugio immerso nei monti e nell’autunno.
La route si è conclusa con la messa del giorno successivo, pranzo e canti di ogni genere (che andavano da “jingle bells rock” ad “il gatto e la volpe”).

Durante le vacanze di Pasqua, più precisamente dal 28 al 30 marzo 2018, il clan del gruppo scout del Rovato 1 ha svolto una route presso il centro di accoglienza dell’Istituto San Bernardino di Chiari.
L’Auxilium è una associazione
Personalmente credo che sia stata questa la parte più bella della nostra attività, ossia di stare a contatto con le persone. Quelle persone che purtroppo non sono fortunate come noi, e non hanno un pasto caldo da consumare, ma nonostante ciò la soddisfazione di strappare un sorriso dalla loro bocca. Provare empatia ed immergersi nella loro situazione, per poi fargli capire che non sono soli nel mondo e che gli siamo vicini.
Vorrei concludere questo articolo dicendo che ognuno di noi può, nel suo piccolo, aiutare il ‘prossimo’ che si trova in difficoltà. Vi auguro di vivere un esperienza del genere e, perché no, di collaborare anche voi con l’Auxilium!!
27-29 Dicembre 2017 –
E’ proprio vero che durante la strada si scopre la bontà del prossimo: verso le due dopo qualche ora di cammino è sopraggiunta la fame ma non avevamo acqua per cucinare; una signora ci ha accolti con un gran sorriso e ci ha dato ciò di cui avevamo bisogno, senza chiedere nulla in cambio se non qualche chiacchiera.