25 Settembre 2016
Carissima Comunità di Rovato,
il gruppo Scout Rovato I° festeggia quest’anno il suo 10° anniversario dalla fondazione del gruppo (o per meglio dire dalla sua riapertura).
10 Anni di GIOCHI belli e divertenti fatti insieme ai più piccoli ma con dietro celata quell’intenzionalità educativa che vuole far riflettere, che vuole costruire la persone e FORMARNE IL CARATTERE, che vuole insegnare nel cuore dei pio piccoli che l’importante nella vita è FARE DEL PROPRIO MEGLIO;
10 Anni di AVVENTURE, di esperienze e di esperimenti affinché gli adolescenti possano vincere la paura che molto, forse troppo spesso li blocca e gli impedisce di buttarsi nelle cose e dall’esperienza trarne una crescita, che gli impedisce di comprendere che L’ABILITA’ MANUALE e la SALUTE E FORZA FISICA, intesa come ascolto e attenzione al proprio corpo, sono la via per diventare competenti e per poter essere “ESTOTE PARATI” ovvero SEMPRE PRONTI;
10 Anni forse qualcuno meno, di STRADA, di COMUNITA’, di SERVIZIO fatta con i giovani per far vivere e far proprie quelle parole del fondatore che dicono che “il vero modo per essere felici è quello di procurare la felicità agli altri” e testimoniare cosi che SERVIRE è una scelta per la vita.
Se la celebrazione di un anniversario è da un lato l’occasione per far festa e condividere la propria gioia con gli altri, e sicuramente non ci faremo mancare questo momento, dall’altro è un’opportunità per riflettere sulla strada fatta e su quella ancora da fare.
Allora il primo pensiero, volendo volgere lo sguardo indietro, non può che andare a chi 10 anni fa, con intuizione quasi profetica, ha lanciato il seme per un cammino di speranza testimoniando uno stile di vita che oggi abbraccia diversi ragazzi/e e famiglie di Rovato e dintorni. A loro va il nostro primo GRAZIE per aver speso il loro tempo, per non essersi risparmiati, per averci creduto fino in fondo e aver gettato cosi le fondamenta del nostro essere.
Dopo loro sono tanti i GRAZIE che vogliamo dire alle persone che in misura più o meno profonda hanno incrociato il nostro cammino e ci hanno aiutato a costruire il gruppo che oggi siamo, ne citiamo solo alcuni:
un GRAZIE a Don Gigi e Mons. GianMario per l’accoglienza e la presenza costante dimostrata in questi anni, per averci seguito tutti, ragazzi e capi, dal punto di vista spirituale e umano;
un GRAZIE alle persone che vivono l’oratorio di Rovato per aver sopportato pazientemente il nostro stile non sempre morigerato e ordinato, senza saperlo avete già compiuto un opera di misericordia;
un GRAZIE alle associazioni con le quali abbiamo iniziato una collaborazione d’incontro e di servizio, la strada è solo all’inizio ma crediamo che trovare la giusta sinergia con voi sia davvero un punto importante del nostro mandato associativo;
un GRAZIE alla persone, alle famiglie che con un sorriso, uno sguardo, un racconto circa la crescita del loro figlio/a, hanno contribuito a sostenerci e dirci che anche se impegnativa la strada dell’educazione delle giovani generazioni è l’unica che può dare speranza, è l’unica che può “lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato”;
un GRAZIE ai Capi che sono o sono stati presenti nella comunità capi, per l’amore che hanno testimoniato prendendosi a cuore i ragazzi che gli sono stati affidati, per aver dato loro l’esempio e per averli accompagnati con lo stile scout sul sentiero della vita;
un GRAZIE infine a voi ragazzi lupetti, coccinelle, esploratori, guide, rover e scolte per aver reso possibile tutto questo e aver promesso di FARE DEL VOSTRO MEGLIO PER ESSERE PRONTI A SERVIRE.

Se il passato è ricco di incontri, ricordi e di tanti GRAZIE che ci sentiamo di dire, il futuro non può che essere ricolmo di sfide belle e importanti; ne citiamo solo tre che ci stanno a cuore:
- Siamo chiamati a fare ponti con il dialogo, ci ricorda Papa Francesco, in una società che troppo spesso utilizza la via delle mura per risolvere le questioni personali e tra i gruppi;
- Siamo chiamati a essere maggiormente inseriti e sinergici con il territorio che viviamo per essere pronti non solo a prestare un servizio educativo, che già crediamo siamo molto, ma anche braccia e gambe dove c’è reale necessità;
- Siamo chiamati a sostenere molti ragazzi e famiglie avendo cura del gruppo ma con lo sguardo teso ai bisogni di ciascuno.
La strada è lunga, forse ma come dice una nostra canzone “Non è strada di chi parte e che già vuole arrivare, non la strada dei sicuri, dei sicuri di riuscire, non è fatta per chi è fermo per chi non vuole cambiare, è la strada di chi parte e che arriva per partire”.
Nel salutarvi non ci resta che invitarvi a festeggiare con noi questo nostro momento di gioia nelle occasioni che proporremo durante l’anno, e più precisamente, a cavallo del mese di febbraio e marzo, è un modo non solo per condividere con noi la gioia ma anche per conoscerci meglio.
Buona caccia, buon volo, buona strada!
Per la Comunità Capi
Scout Rovato I°
Rosella & Michele

Per celebrare il centenario dal primo conflitto mondiale, il Clan del Rovato 1 è partito alla volta dell’ altopiano di Asiago per rivivere i luoghi ove si è combattuto per plasmare e unire il nostro paese.
Certamente l’atmosfera che avvolge quei luoghi è assolutamente unica: i piccoli cimiteri austro-ungarici, i resti in muratura delle baracche e addirittura di una intera caserma (il forte interrotto di Camporovere) , le ferite mai sanate lasciate nella roccia da trincee, camminamenti, grotte crateri di mine e proiettili di artiglieria affascinano e fanno riflettere in maniera profonda chiunque su quanto sia inconcepibile la guerra.
Concluso il momento di cammino, incominciò a Chiari quello di servizio, durato tre giorni, presso il centro Auxilium, che svolge diverse operazioni di volontariato a favore dei poveri. I nostri ruoli spaziavano dalla cucina ai magazzini fino alla sala mensa per gli ospiti, il centro delle attività dell’ Auxilium, ove abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con storie e realtà che in particolari casi ci hanno anche scosso, facendoci pensare a lungo su quanto noi, nonostante le difficoltà che comunque dobbiamo affrontare, siamo fortunati.
C’era una volta un falegname di nome Geppetto. Aveva costruito un burattino di legno e lo aveva chiamato Pinocchio. “Come sarebbe bello se fosse un bambino vero!” sospirò quando ebbe finito di dipingerlo. Quella notte, un buona fatina esaudì il suo desiderio. “Destati, legno inanimato, la vita io ti ho donato!” esclamò toccando pinocchio con la bacchetta magica. “Pinocchio, dimostrati bravo, coraggioso, disinteressato”, disse la Fata, “ e un giorno sarai un bambino vero!”
Un primo grazie va all’Alta Squadriglia che partendo il giorno prima si è preoccupata di preparare il posto per accogliere tutto il reparto cosicché al nostro arrivo abbiamo potuto celebrare l’apertura del campo estivo con l’alza bandiera, rito che veniva fatto tutte le mattine e tutte le sere come prima e ultimo gesto della giornata.
Quest’anno la catechesi era incentrata
Le avventure di Pinocchio sono state il filo conduttore delle nostre giornate, cosi abbiamo giocato con il Grillo Parlante e ci siamo imbattuti in Mangiafuoco, abbiamo fatto dei tornei con la Fata turchina e ci siamo immersi nel paese del balocchi con Lucignolo, e in fine siamo andati alla ricerca della balena per salvare Geppetto e riportalo a casa. Gara di cucina, hike personali, missioni di squadriglia, grande gioco e giornata spirito sono alcune delle attività che abbiamo avuto l’occasione di vivere e sperimentare e al termine di tutto questo abbiamo visto cambiare tutto intorno a noi perché come ci ha detto Geppetto: “Quando i ragazzi da cattivi diventano buoni hanno la virtù di far prendere un aspetto nuovo, sorridente e sereno a tutto ciò che li circonda”
E’ stata come al solito una bellissima esperienza, cucinare da soli, dormire in tenda, sedersi tutti intorno al fuoco la sera a cantare e anche se credo sia stato un campo difficile per tutti, è stato stupendo, perché in ogni caso nessuna comodità può competere con la soddisfazione di aver fatto una sopraelevata o di aver acceso un fuoco.
“Insegnare ai bambini a diventare uomini, insegnando agli uomini a ritornare bambini”.
Dopo un breve momento inziale per ricordare che lo scoutismo è uno dei modi, o meglio uno degli stili, di vivere la religione, perché come ricorda B.P.
La colazione ha dato l’occasione a tutti di verificare l’impegno preso alla partenza della nostra uscita: trovare il modo di rendere dolce il nostro incontro, e come strumento di verifica una zolletta di zucchero consegnata alla partenza che, in base al nostro impegno, poteva o no essere usata per addolcire la nostra bevanda. Perché si sa
Il lancio dei festeggiamenti verso il decimo anniversario di apertura del Gruppo Scout Rovato 1 con l’apertura del bando di gara (